ELIO PAVONCELLO
Installazione del 9 gennaio 2023
Municipio I, Via dei Fienaroli, 36

NOTE BIOGRAFICHE
Elio Pavoncello, figlio di Angelo Pavoncello e Cesira Di Segni, era nato a Roma il 27 settembre 1919.
Intellettuale, antifascista e resistente, fu arrestato a Roma il 16 ottobre 1943, deportato ad Auschwitz-Birkenau, morì in luogo ignoto, in data ignota dopo il maggio 1944.

Elio Pavoncello
Elio Pavoncello, ACS-DGPS Casellario - Pubblicata in: LINK

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO

Tratta da https://1938-sapienza-leggirazziali.it/Sito/p_dettaglio.php?id=5152 e basata su documenti dell’archivio personale del nipote Massimo Finzi.

Elio Pavoncello, figlio di Angelo e Cesira Di Segni, nacque a Roma il 27 settembre 1919, in una tipica famiglia ebraica, uscita da pochi decenni dall’era del ghetto, che si era progressivamente inserita nel tessuto sociale ed economico cittadino.
La documentazione in possesso di Massimo Finzi permette di ricostruire alcuni particolari della vita di Elio e del padre Angelo, il cui matrimonio con Cesira Di Segni fu inizialmente osteggiato dalle rispettive famiglie, in quanto la futura moglie era più grande di pochi anni oltre che cugina di secondo grado.
Finzi scrive: «Nonno era stato irremovibile ed è rimasto memorabile il suo categorico aut-aut (o Cesira o il Tevere)».
Angelo partecipò alla Prima guerra mondiale e al suo ritorno decise di aprire un laboratorio di sartoria dietro al Campidoglio, in via Margana. Tra i suoi clienti spicca il nome del fisico Enrico Fermi, che continuò a ordinare da lui i vestiti, anche dopo essersi trasferito negli Stati Uniti.
Subito prima delle leggi antiebraiche del 1938, Elio riuscì a diplomarsi presso il Liceo Visconti e a iscriversi all’Università, conseguendo quindi la laurea presso la facoltà di Lettere de La Sapienza, con una tesi sul pensiero di Benedetto Croce.
Finzi racconta anche di una presenza dello zio all’Università di Napoli, ma specifica che non ci sono documenti né testimonianze in merito. È probabile che Elio ci si sia recato per cercare del materiale per la sua tesi.
Verso la fine degli anni ’30, Angelo cominciò ad accusare disturbi visivi, accompagnati da una cefalea ingravescente e le indagini mediche evidenziarono una massa che comprimeva il cervello. Fu sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’ospedale S. Camillo di Roma da parte del Prof. Chiasserini. L’episodio è rilevante per la storia di Elio, in quanto la famiglia, a seguito della malattia del padre, aveva eroso le proprie risorse economiche e il ragazzo fu costretto a iniziare a dare ripetizioni.
Tramite amicizie, Elio riuscì a mettersi in contatto con la marchesa Giuliana Benzoni che, a sua volta, lo raccomandò alla contessa Ceriana Mayneri per delle lezioni al figlio. In tale contesto entrò in contatto con la nobiltà romana, con ambasciatori e in particolare con la famiglia Agnelli, la cui figlia Susanna era stata rimandata a ottobre.
La sua vita era anche scandita dall’attività antifascista, come è dimostrato da una poesia di Antonello Trombadori, pubblicata sul quotidiano Il Messaggero del 16 ottobre 1983 (in occasione del ricordo del 16 ottobre 1943) dedicata «alla cara memoria di Elio Pavoncello» e dalla menzione nel libro scritto dallo stesso Trombadori, con Perna, Bufalini, Trivelli e Petroselli (pp. 22-25) Il Partito Comunista dalla fondazione al 1976 , che contiene l’indicazione delle unità antifasciste romane a cui partecipavano Anticoli, Pajalich, Pavoncello, Bruno Zevi e le sorelle Tannembaum.
In una nota della Questura di Roma al Prefetto, in data 29/01/1942 su Pavoncello Elio Pietro, il Questore informa delle attività di gruppi comunisti, intellettuali, operai e antifascisti.
A uno di questi gruppi apparteneva anche Elio, che «aveva partecipato a una manifestazione di carattere sovversivo, affiggendo nella Capitale manifesti». (https://1938-sapienza-leggirazziali.it/Sito/d_dettaglio.php?id=28264). Arrestato e detenuto nel carcere di Regina Coeli, scrisse una lettere indirizzata ai genitori il 12 dicembre 1941 (in: https://1938-sapienza-leggirazziali.it/Sito/d_dettaglio.php?id=28269).
Sono pagine piene di affetto e preoccupazione per la sorella agli ultimi mesi di gravidanza, con cui dialoga sulla scelta del nome per il nascituro, che sarà proprio Massimo Finzi.
Il 31 gennaio 1942, Elio viene condannato a un anno di confino per attività “antinazionale”, ma è subito prosciolto dal provvedimento di polizia e di confino per “atto di clemenza del Duce”, il 1° febbraio. A partire da quel mese, visse da solo a via dei Fienaroli 30.
(Certificato del Governatorato di Roma, uff. Servizi demografici, in: https://1938-sapienza-leggirazziali.it/Sito/d_dettaglio.php?id=28263).
Ci giungono poi sue notizie tramite una cartolina spedita da Querceta, dove lavorava come precettore al seguito degli Agnelli, indirizzata proprio al piccolo Massimo di appena quattro mesi.
La sera del 15 ottobre 1943, la fidanzata, Giuliana Tedeschi, comunicò a Elio il ricovero del padre Giuseppe, sottolineando il fatto che lei e la madre, Sara Di Veroli, erano rimaste a casa da sole. Elio decise quindi di raggiungerle in via Carducci, ma il giorno successivo vennero catturati tutti e tre nel corso della razzia del 16 ottobre. Elio risulta essere morto in luogo e data ignoti dopo il mese di maggio 1944; di Giuliana Tedeschi non ci sono notizie certe, ma non risulta l’immatricolazione. (http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/detail/person-7786/tedeschi-giuliana.html) Sara Di Veroli fu verosimilmente uccisa all’arrivo.
Scrive Massimo Finzi: «Io sono l’unico tra i nipoti ad avere avuto un contatto diretto con lui prima della cattura e l’ho ricordato per anni nella breve preghiera, composta da mia madre, che recitavo prima di addormentarmi. Una preghiera semplice che ancora ricordo nitidamente: “Signore Dio, fammi crescere sano e buono, concedi la salute a mamma e papà e fai tornare presto zio Elio” ».
In conclusione, Finzi ricorda il regalo che Giuliana fece a Elio in occasione del suo compleanno, il 27 settembre 1943, contenente una dedica affettuosa: le opere di Paolo Sarpi.

Dati ASCER

ALBERO GENEALOGICO DI ELIO PAVONCELLO
Scola del Tempio

Nel censimento Rina del 1816 si trovano Angelo Samuele nato nel 1744, gira per Roma e residente in v. Savelli 74, Olimpia Di Segni nata nel 1754 e Rosa Pavoncello nata nel 1749. Non ci sono altri dati da incrociare per avere la certezza che si tratti delle stesse persone.
Sempre in v. Savelli abitava al numero 76 Mosè Pavoncello, nato nel 1779, vende salumi e al numero 75 Rachelle Pavoncello, nata nel 1763, tappezza.

Figlio di Angelo Samuele e Rosa Pavoncello, già vedovo di Olimpia Di Segni
Emanuele nato il 30/11/1795 e morto l’1/10/1869, compratore e venditore girovago di abiti vecchi.

Figli di Emanuele

Angelo Samuele nato il 17/08/1821 e morto il 19/04/1899, compratore e venditore girovago di abiti vecchi e sposato con Rachele Pavoncello nata il 19/10/1819 e morta 31/12/1885, cucitrice, Mosè nato il 10/08/1830 e morto il 30/09/1912, coniugato il 06/10/1854 con Ricca Vivanti, compratore e venditore girovago di abiti vecchi, Zabulon Cesare nato il 12/06/1833 e morto s.d, coniugato il 28/05/1857 con Allegra Pavoncello, compratore e venditore girovago di abiti vecchi.

Figli di Angelo Samuele e Rachele Pavoncello

Mosè Giacobbe nato il 05/02/1852 e morto il 10/1/1893, compratore e venditore girovago di abiti vecchi e sposato in seconde nozze il 13/09/1888 con Elena/Lea Citoni nata il 4/04/1855 e morta s.d., serva (prima moglie Picciaccio Ricca nata il 29/01/1853 cucitrice e morta nel 1878), Ziviella nata il 16/01/1850 e morta il 4/03/1919, cucitrice, coniugata con Giacobbe Di Cori il 03/07/1870, Leone nato il 5/03/1856 e morto il 11/02/1879, chincagliere girovago.

Figli di Mosè Giacobbe ed Elena/Lea Citoni

Angelo Samuele nato il 10/09/1888 e morto il 04/03/1951, sposato il 15/01/1911 con Cesira Di Segni nata il 14/12/1887 e morta il 15/05/1943.

Figli di Angelo Samuele e Cesira Di Segni

Mario nato nel 1915 e morto nel 1916, Lea nata il 23/09/1917 e morta il 20/04/2024, Elio nato il 27 settembre 1919, celibe, residente in via Fienaroli 36, deportato il 16 ottobre e morto ad Auschwitz il 23 ottobre 1943, Rina nata il 16/09/1921 e morta il 12/08/1974, Mario nato il 15/05/1932 e morto il 17/05/2017, Sergio nato il 21/04/1924 e morto il 12/08/1974.

Fonti:
Le fonti utilizzate sono conservate presso l’ASCER che, purtroppo, nel tempo, ha subito diverse perdite. Infatti, la documentazione anagrafica risulta lacunosa.

ASCER, Archivio Medievale e Moderno:

  • Censimento Scuola del Tempio
  • Registri delle nascite del XIX secolo
  • Registri dei decessi del XIX secolo

ASCER, Archivio Contemporaneo:

  • Dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica (1938-1942)
  • Schedario Anagrafe del Novecento (dal secondo dopoguerra sino agli inizi degli anni Settanta)
  • Defunti
  • Matrimoni
  • Nascite

https://digital-library.cdec.it


DOCUMENTI E FONTI WEB E BIBLIOGRAFIA
https://1938-sapienza-leggirazziali.it/Sito/p_dettaglio.php?id=5152

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/24_ottobre_16/roma-la-storia-di-elio-pavoncello-il-giovane-ebreo-che-dava-lezioni-ai-ragazzi-di-casa-agnelli-b69bf8cc-ea8e-4f57-b88a-485915cabxlk.shtml

https://www.shalom.it/roma-ebraica/sapienza-per-la-memoria-16-ottobre-1943-la-storia-di-elio-pavoncello/

Martin Baumeister, Amedeo Osti Guerrazzi, Claudio Procaccia, a cura di, 16 ottobre 1943. La deportazione degli ebrei romani tra storia e memoria, Viella, Roma 2026

Liliana Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia, 1943-1945, Mursia, Milano 2002, ad nomen

I TESTI DELLE PIETRE D’INCIAMPO
(pietre richieste da INGV – rif. Aldo Winkler)

QUI ABITAVA
ELIO PAVONCELLO
NATO 1919
ARRESTATO 16.10.1943
DEPORTATO AUSCHWITZ
ASSASSINATO