ELENA DI PORTO
Installazione del 9 gennaio 2023
Municipio I, Via Del Portico d’Ottavia 1

NOTE BIOGRAFICHE
Elena Di Porto, figlia di Angelo e Grazia Astrologo, era nata a Roma l’11 novembre del 1912 e si era sposata con Cesare Di Porto il 23 novembre 1930.
Separata dal marito, dopo soli tre anni di matrimonio e dopo aver avuto due figli, spirito libero e carattere ribelle, profondamente antifascista, fu arrestata e assegnata al confino di polizia, in Basilicata dal 1940 fino al 1942, poi nelle Marche fino alla caduta del Fascismo.
Nei giorni della difesa di Roma dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, organizzò una squadra di giovani ebrei e combatté alla Cecchignola e a San Paolo. Arrestata, fu rilasciata il 28 settembre successivo.
Riuscì a sfuggire alla razzia del 16 ottobre ma, accortasi dell’arresto della cognata e dei nipoti, si consegnò alle SS. Il 18 ottobre 1943 fu quindi deportata ad Auschwitz-Birkenau e morì in luogo e in data non precisati.

Elena Di Porto
1941, Elena Di Porto a Gallicchio (Potenza) con Pinuccio e Lucia, i piccoli della famiglia Cicchelli-Montemurro, presso la quale trovò alloggio. In: LINK

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
Elena Di Porto nacque l’11 novembre 1912, da una famiglia piuttosto umile, era figlia di Angelo e Grazia Astrologo. A 18 anni, il 23 novembre 1930, si sposò con Cesare Di Porto dal quale ebbe due figli, Settimio nato il 29 gennaio 1931 e Angelo nato il 24 luglio 1932. Si separò dal marito dopo tre anni di matrimonio. Lavorò come venditrice ambulante e rammendatrice.
Detta “La matta”, per essere stata ricoverata ben quattro volte nell’Ospedale psichiatrico di Santa Maria della Pietà nel giro di pochi anni, Elena era una donna dal carattere ribelle, profondamente anticonformista, indipendente, femminista, antifascista convinta, in lotta perenne contro i soprusi e le ingiustizie. La sua vita è stata ricostruita recentemente da Gaetano Petraglia, nel libro intitolato appunto “La matta di Piazza Giudia” (Giuntina 2022).
Si trattò di una resistenza solitaria e personale contro l’emarginazione sociale e le angherie del regime fascista.
Nel portale web del CDEC, Resistenti ebrei d’Italia è così narrata la sua storia di resistenza: «Elena Di Porto, spirito libero e ribelle, la sera del 14 maggio 1940 in Via Santa Maria del Pianto a Roma, vedendo tre squadristi che malmenavano un signore anziano, di nome Valabrega, perché portava in tasca il giornale l’Osservatore Romano, considerato dai fanatici fascisti indipendente e di libere opinioni, insorse in sua difesa e venne a una colluttazione con loro. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia il 10 giugno del 1940, venne considerata dalle autorità “pericolosa per l’ordine pubblico”. Fu arrestata e assegnata a regime di internamento in remoti paesini dell’Italia centrale e meridionale, peregrinando tra Basilicata, Abruzzo, Marche. Liberata con la caduta del governo Mussolini, nell’agosto del 1943 ritornò a Roma. Elena Di Porto, il 9 settembre 1943, alla testa di un nutrito gruppo di ebrei, fece irruzione nell’armeria Vestroni in via Monterona, asportando settanta fucili e un quantitativo di munizioni. Si diresse poi verso un’altra armeria in piazza Cairoli tentando di forzarne la saracinesca. Fu fermata dalla forza pubblica e portata nel carcere di Regina Coeli. Fu rilasciata il 28 settembre 1943. Durante la razzia degli ebrei del 16 ottobre 1943, della quale era stata preavvertita da conoscenti, corse ad avvertire parenti e amici di quello che sarebbe successo, non ottenendo molta udienza. Durante la razzia, vide la moglie del fratello Alberto, Annita Astrologo, e i suoi tre bambini, Graziella, Settimio, Angelo, caricati sul camion tedesco. Non ebbe cuore di lasciarli da soli e si fece arrestare per seguire il loro destino. Elena Di Porto fu deportata, come tutti i rastrellati, verso il campo di Auschwitz, da dove non fece più ritorno».
Non ci sono prove documentarie, ma una serie di indizi conducono a identificare Elena con la Celeste che Giacomo Debenedetti, nel suo “16 ottobre 1943”, fa correre scarmigliata per le strade di Portico d’Ottavia, gridando senza essere ascoltata dell’arrivo dei tedeschi.
Mirella Coen, nel suo racconto per il sito di Arte in Memoria ha detto: “… Elena di Porto era una donna del popolo non istruita questo sì, ma aveva la grinta e l’intelligenza di una leonessa, onore a lei.”

Dati ASCER

ALBERO GENEALOGICO DI ELENA DI PORTO
Scola Castigliana

Rosa Di Porto nata nel 1811

Figli di Angelo e Rosa Di Porto

Vitale nato il 22/08/1851 e morto nel 1932, compratore e venditore di abiti vecchi, coniugato il 03/07/1870 con Stella Moscato di Sabato, Perla nata il 10/08/1843 e morta il 18/01/1929, Diamante nata il 30/06/1849, Luna nata il 19/02/1855 e morta il 18/09/1923.

Figli di Vitale e Stella Moscato

Angelo nato il 12/08/1876 e morto il 22/12/1942, coniugato con Grazia Astrologo figlia di Abramo e Gioia Sciunnach, Sabatino nato il 12/02/1887, coniugato con Letizia Sed Piazza, arrestato a Roma il 31/03/1944, deportato ad Auschwitz il 23/05/1944 e ucciso all’arrivo (fonte: CDEC Digital Library).

Figli di Angelo e Grazia Astrologo

Elena nata l’11/11/1912, coniugata il 23/11/1930 con Cesare Di Porto, nato il 15/6/1908, figlio di Sabato e Diamante Pace, residente in v. Lungaretta 97, arrestata a Roma il 16/10/1943, deportata ad Auschwitz il 23/10/1943 e morta in luogo e data ignoti (fonte: CDEC Digital Library); Pacifico nato il 16/04/1918, residente in v. del Portico d’Ottavia, venditore ambulante, arrestato il 14/04/1944, deportato ad Auschwitz il 30/06/1944 e morto in luogo e data ignoti (fonte: CDEC Digital Library); Giacomo, nato il 06/03/1920, residente in v. del Portico d’Ottavia, arrestato il 18/02/1944, deportato ad Auschwitz il 10/04/1944 e morto in luogo imprecisato il 22/04/1945 (fonte: CDEC Digital Library); Amedeo nato il 25/02/1923, residente in v. del Portico d’Ottavia, venditore ambulante, arrestato a Genova il 03/11/1943, deportato ad Auschwitz l’11/12/1943 e morto il 22/01/1945 (fonte: CDEC Digital Library); Mario nato il 30/08/1925, residente in v. del Portico d’Ottavia, arrestato a Roma il 16/10/1943, deportato ad Auschwitz il 23/10/1943 e morto il 4/11/1943; Vitale nato il 22/10/1905, residente in v. del Portico d’Ottavia, venditore ambulante, arrestato a Roma il 28/01/1944, deportato ad Auschwitz il 10/04/1944 e morto in luogo e data ignoti (fonte: CDEC Digital Library); Settimio nato il 22/05/1911 e morto s.d., residente in v. S. Ambrogio; Celeste nata il 20/08/1907 e morta s.d., residente in v. Annia Faustina; Alberto nato il 30/09/1909, residente in Arco Costaguti, arrestato a Roma l’08/05/1944, deportato ad Auschwitz il 30/06/1944 e morto il 30/09/1944 (fonte: CDEC Digital Library).

ASCER, Archivio Medievale e Moderno:

  • Censimento Scola Castigliana
  • Registri delle nascite del XIX secolo
  • Registri dei decessi del XIX secolo

ASCER, Archivio Contemporaneo:

  • Schedario Anagrafe del Novecento (dal secondo dopoguerra sino agli inizi degli anni Settanta)
  • Dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica (1938-1942)
  • Matrimoni
  • Defunti
  • Nascite

https://digital-library.cdec.it – CDEC Digital library – Elena Di Porto

DOCUMENTI, FONTI WEB, BIBLIOGRAFIA

Archivio CDEC, Fondo Massimo Adolfo Vitale, b. 6, fasc. 193, pg. 9 e 12, “Resistenza ebraica”

Archivio CDEC, Fondo antifascisti e partigiani ebrei in Italia 1922-1945, b. 7, fasc. 129

Archivio Fondazione CDEC, Fondo Censimenti, b. 5, fasc. 25

Resistenti ebrei d’Italia, https://resistentiebrei.cdec.it/database/scheda/?r=IT-CDEC-EACCPF0002-000213

Archivio Centrale dello Stato Ministero dell’Interno, A5G II Guerra Mondiale, Ebrei Internati, b. 9, ad nomen.

Archivio Centrale dello Stato, Ministero dell’Interno, Divisione Polizia Politica, b. 443, fasc. pers.

Gaetano Petraglia, Internati ebrei a Lagonegro 1940-1945, in “Basiliskos”, a.II, 2015, pp.75-53.

Gaetano Petraglia, La matta di Piazza Giudia. Storia e memoria dell’ebrea romana Elena Di Porto, Giuntina, Firenze 2022

Liliana Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia, 1943-1945, Mursia, Milano 2002, ad nomen

Giornata della memoria: la tragica storia di Elena Di Porto, TGR Basilicata, Servizio di Eleonora Cesareo, 26/01/2024, https://www.rainews.it/tgr/basilicata/video/2024/01/verso-la-giornata-della-memoria-la-storia-di-elena-di-porto-3b76b5e0-0869-4be6-a8e3-1fa4875c50db.html

M. Eleonora Landini, La Matta di Piazza Giudia, Rivista Il Mulino https://www.rivistailmulino.it/a/la-matta-di-piazza-giudia

Francesco Paolella, La piccola storia eroica di Elena Di Porto
https://ilpensierostorico.com/la-piccola-storia-eroica-di-elena-di-porto/

Direzione Generale degli Archivi, Portale Antenati. Gli Archivi per la ricerca anagrafica https://antenati.cultura.gov.it/storie/elena-di-porto-1912-1943/

IL TESTO DELLA PIETRA D’INCIAMPO
(Richiesta da Cesare Di Porto)

QUI ABITAVA
ELENA DI PORTO
NATA 1912
ARRESTATA il 16.10.1943
DEPORTATA AUSCHWITZ
ASSASSINATA