Elena Camerino e Riccardo Guido Luzzatto
Installazione del 14 gennaio 2020
Municipio II, Via Flaminia, 16
NOTE BIOGRAFICHE
Elena Camerino, nata a Venezia il 30 settembre 1904, avvocato, sposata con Riccardo Guido Luzzatto, nato a Gorizia il 23 febbraio 1889, avvocato.
Residenti in via Flaminia n. 16. Arrestati il 16 ottobre 1943.
Elena Camerino morta ad Auschwitz il 23 ottobre 1943.
Riccardo Guido Luzzatto morto in data e luogo ignoto dopo il 21 dicembre 1943.

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
Elena Camerino nasce a Venezia il 30 settembre 1904 da Emanuele Guido Camerino e Lucia Lea Senigaglia, originaria di Gorizia. Il padre Emanuele Guido Camerino era nato forse a Trieste nel 1871. La madre Lucia Lea Senigaglia era nata a Gorizia nel 1873. Entrambi i genitori muoiono molto presto. Emanuele Guido muore infatti nel 1904 ad appena 33 anni, mentre Lucia Lea muore nel 1921, lasciando Elena la loro unica figlia. Il 6 novembre 1827 Elena sposa, a Venezia, l’avvocato Riccardo Guido Luzzatto e, due anni dopo nel 1829, si laurea in legge a Padova con una tesi in Diritto Penale dal titolo Violazione di corrispondenza ed esercita l’attività di avvocata.
Negli anni Trenta, la coppia si trasferisce a Merano per lavoro. Vivono in Casa Woshing, in via Karl Wolf 1, lavorando nel proprio studio legale in Piazza del Grano. Entrambi animano la comunità ebraica del Sudtirolo, che nel 1938 conta circa milleduecento membri. Una comunità liberal-democratica di intellettuali e professionisti, come avvocati, medici, banchieri, le scrittrici femministe Clara Schreiber e Nahida Lazarus, ma anche commercianti e ristoratori. Particolarmente attivi sono i fratelli Josef e Leopold Bermann, quest’ultimo proprietario dell’Hotel Bellaria dal 1905 e padre ultimo Presidente della Comunità ebraica meranese prima della Shoah.
È a Merano che Elena e Riccardo Guido trascorrono alcuni anni di intensa vita comunitaria e di lavoro nello studio legale. Dalla loro unione non nasceranno figli. Ma proprio l’inasprirsi della propaganda antisemita nel Sudtirolo e la promulgazione delle leggi razziali fasciste, che rendono le proprie città d’origine non sicure, costringono i coniugi a lasciare Merano sul finire del 1939, trovando riparo a Tours in Francia. E’ evidente che il loro trasferimento nasconde in realtà una vera e propria fuga, che presuppone forse la speranza di un ritorno a Merano. Lo testimonia la vicenda legata ai mobili di casa Camerino-Luzzatto, immagazzinati prima della partenza dallo spedizioniere Rudolf Hartmann e prelevati dalle autorità naziste nell’aprile del 1944.
Il soggiorno a Tours è breve. L’invasione della Francia da parte dell’esercito fascista italiano nel giugno del 1940 costringe i coniugi a spostarsi a Nizza. Inutilmente tenteranno di recuperare i propri depositi bancari, conservati presso la Crédit Lyonais di Tours: la conquista della Francia da parte delle truppe nazifasciste aveva infatti portato all’applicazione delle leggi antisemite, impedendo ai coniugi di lavorare e vedendosi sequestrati i propri beni.
La caduta del regime fascista il 25 luglio e la proclamazione dell’Armistizio fra l’Italia e gli Alleati l’8 settembre del 1943 spinge molti cittadini di religione ebraica a tornare in Italia, anch’essi fiduciosi che la dittatura e la guerra siano ormai ad una svolta cruciale. I coniugi Camerino-Luzzatto si trasferiscono a Roma, in via Flaminia 16. Sono vicini di casa di alcune famiglie della comunità ebraica, come i Levi, che risiedono al civico 21.
Nell’aprile del 1944 questi fu incaricato dal Commissario supremo dell’OZAV di consegnare i mobili, che non saranno più ritrovati.
In seguito all’invasione della Francia da parte delle truppe tedesche e all’occupazione di Parigi del 14 giugno 1940, i Luzzatto fuggono a Nizza. Da qui cercano di nuovamente accedere al loro deposito bancario e al loro conto corrente, ma restano entrambi bloccati dalle autorità tedesche. Nel settembre del 1943 la coppia è a Roma, dove vive in Via Flaminia 16.
All’alba del 16 ottobre 1943 vengono arrestati durante la retata eseguita dalle truppe tedesche, con il coinvolgimento anche di unità italiane, per ordine di Herbert Kappler, dove 1259 persone sono arrestate e incarcerate nel Collegio Militare di Via della Lungara: fra questi Elena e Riccardo Guido. Il 18 ottobre 1943, 1023 di loro sono deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove arrivano nella notte tra il 22 e il 23 ottobre.
Elena è assassinata subito dopo la prima selezione. Riccardo Guido è immatricolato con il numero 158637 e muore in data e luogo ignoto dopo il 21 dicembre 1943.
Dati ASCER non presenti
Dati CDEC Digital Library:
Camerino, Elena
data di nascita: 30/09/1904
luogo di nascita: Venezia
data di morte: 23/10/1943
luogo di morte: Auschwitz
figlio/figlia di: Camerino Emanuele Guido – Senigaglia, Lucia
Luzzatto, Riccardo Guido
data di nascita: 23/02/1889
luogo di nascita: Gorizia
data di morte: 21/12/1943
coniuge di: Camerino, Elena
figlio/figlia di: Luzzatto, Enrico – Pardo, Vittoria
http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/detail/person-1231/camerino-elena.html
http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/detail/person-4550/luzzatto-riccardo-guido.html
DOCUMENTI – FONTI WEB:
AIM https://arteinmemoria.org/elena-camerino-riccardo-guido-luzzatto/
CEJM https://www.meranoebraica.it/it
BIBLIOGRAFIA
Silvia Haia Antonucci, Claudio Procaccia, Gabriele Rigano, Giancarlo Spizzichino, a cura di, Roma, 16 ottobre 1943 anatomia di una deportazione, Guerini e Associati, Milano 2006
Sabine Mayr, Joachim Innerhofer, Quando la patria uccide. Storie ritrovate di famiglie ebraiche in Alto Adige, (traduzione di Antonella Tiburzi, Edition Raetia,2017
Liliana Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), Mursia, Milano 2002. Ad nomen
Liliana Picciotto Fargion, L’occupazione tedesca e gli ebrei di Roma documenti e fatti, Carucci 1979
I TESTI DELLE PIETRE D’INCIAMPO
(Richieste da Bruno Bersano Senigaglia)
QUI ABITAVA
ELENA CAMERINO
Nata 1904
Arrestata 16.10.1943
Deportata AUSCHWITZ
Assassinata 23.10.1943
QUI ABITAVA
RICCARDO GUIDO LUZZATTO
Nato 1889
Arrestato 16.10.1943
Deportato AUSCHWITZ
Assassinato