CLARA BAROCCIO EFRATI, GIUSEPPE E AUGUSTO EFRATI
Installazione del 13 gennaio 2011
Municipio I (ex XVII), Via Germanico 96

NOTE BIOGRAFICHE
Clara Baroccio era nata a Roma, il 20 settembre 1891, figlia di Graziano e Olimpia Modigliani. Si era sposata il 31 marzo 1912 con Marco Giacomo Giuseppe Efrati, nato a Cassino il 7 maggio 1880, figlio di Settimio e Sara Della Seta. Ebbero due figli, Andreina Sara (1913-1995), coniugata il 05/02/1939 con Lamberto Abbina e Augusto nato a Castelgandolfo il 24/08/1916, celibe. Residenti a via Germanico 96, Giuseppe e Clara furono arrestati il 16 ottobre ’43, deportati e uccisi all’arrivo il 23 ottobre seguente. Augusto fu arrestato a Roma il 16/04/1944, deportato ad Auschwitz il 30/06/1944 e morì il 19/03/1945 a Gross Rosen.

Carla Baroccio bambina (foro arch. di famiglia S. Terracina)
Carla Baroccio bambina (foro arch. di famiglia S. Terracina)
Auguto Efrati
Auguto Efrati LINK CDEC (Dalla scheda del Fondo CRDE)
Clara e Giuseppe Efrati
Clara e Giuseppe Efrati, CDEC, Archivio fotografico LINK CDEC

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
Tratta dalla ricerca svolta dalle alunne Camilla Fallai, Simona Salvatori Wilga, Irene Sbardella,
classe III L, scuola superiore di I grado “Giuseppe Gioachino Belli”, Roma, anno scolastico 2010-2011, con la professoressa Hélène Angiolini.

La famiglia Efrati, ricordata in queste pietre, è un esempio significativo di famiglia romana di fede ebraica perfettamente integrata dopo l’apertura del ghetto nel 1870, quando aveva ottenuto gli stessi diritti civili del resto della popolazione italiana.
La famiglia era formata da Giuseppe, nato a Cassino il 7 maggio 1880 e da sua moglie Clara Baroccio, nata a Roma il 20 settembre 1891.
Dal loro matrimonio era nati due figli: Augusto ed Andreina.
Giuseppe era un ufficiale dell’Esercito Italiano quando nel 1938, con la proclamazione delle leggi razziali, venne obbligatoriamente posto in congedo assoluto. Questo gli procurerà il doppio trauma di vivere la mancanza di un lavoro, ma soprattutto l’esclusione dalla comunità civile ancora di più sentito dai molti cittadini ebrei che avevano proprio nell’esercito trovato il modo di servire al meglio la nazione italiana che aveva loro concesso piena cittadinanza.
Con l’entrata in guerra nel 1940, si ripresenta al proprio distretto militare per mettersi a disposizione, ma la sua competenza non viene presa in considerazione.
La vita continua nonostante le difficoltà e l’emarginazione subite. Proprio nell’estate del ’43, Giuseppe e la moglie vanno in vacanza a Fiuggi: un breve e rarissimo filmato amatoriale li ritrae poco prima della deportazione insieme ai loro familiari. Come tutti i suoi membri, anche i coniugi Efrati contribuiscono alla raccolta del cosiddetto “ora di Roma”, 50 chili d’oro da recuperare in due giorni, richiesto il 26 settembre dalle autorità tedesche alla Comunità ebraica, per scongiurare la deportazione di duecento capifamiglia.
Il 16 ottobre Giuseppe Efrati e Clara Baroccio pur essendo stati avvisati, anche nei giorni precedenti, del rischio di cattura, tardano nel fuggire. Proprio davanti al portone sono fermati dai tedeschi. Come tutte le vittime del rastrellamento sono rinchiusi nel Collegio Militare di via della Lungara e, il 18 ottobre, salgono insieme agli altri sul treno merci allestito alla stazione Tiburtina. Con loro ci sono anche Virginia Baroccio, sorella di Clara, e suo marito Augusto Piperno, che abitavano in viale Giulio Cesare 223, a poca distanza da via Germanico.
Un bigliettino, abbandonato alla stazione e consegnato in seguito ai loro cari, afferma che: «partono sereni».
Giuseppe sarà ucciso all’ arrivo ad Auschwitz il 23 ottobre 1943, sorte comune, con tutta probabilità, accadrà anche alla moglie Clara.

La terza pietra d’inciampo ricorda il figlio di Giuseppe e di Clara Efrati: Augusto. Augusto era nato a Castel Gandolfo il 24 agosto 1916 ed era un giovane ufficiale dell’Esercito italiano, agli inizi della sua carriera quando, in seguito alle leggi razziali del 1938, era stato escluso, come il padre e tutti gli altri militari di fede israelita, dal proseguire il servizio per il suo Paese.
Costretto al congedo assoluto, colpito come tutti i cittadini ebrei nei propri diritti e nella propria dignità, negli anni seguenti Augusto lavora insieme Lamberto Abbina, commerciante, nonché suo cognato, in quanto marito di sua sorella Andreina. Anche il cognato è ebreo e, con le leggi razziali, ha ceduto le sue attività commerciali ad alcuni amici fidati e disponibili, iniziativa che gli permette di continuare a guadagnare da vivere per sé e la sua famiglia.
Il 16 ottobre ‘43, non si sa in che modo, Augusto sfugge alla razzia; di certo vive in clandestinità da quel giorno fino al momento dell’arresto, anche perché, probabilmente a partire dal 10 settembre con l’occupazione tedesca, era attivo, forte della sua formazione militare, nella Resistenza romana.
Il 16 aprile 1944 fu arrestato dalla polizia italiana in seguito ad una delazione e imprigionato a Regina Coeli.
Successivamente fu trasportato a Fossoli, il campo di concentramento e di transito, allestito nei pressi di Carpi per quanti erano destinati ai campi di sterminio in Germania. Il suo nome, infatti, compare in una lista del 16 maggio 1944 riguardante anche 11 ebrei “ceduti” ai tedeschi perché fossero deportati: la lista era stata redatta dalla questura di Roma guidata da Pietro Caruso (pubblicata in: A. Osti Guerrazzi, La “Repubblica Necessaria”. Il fascismo repubblicano a Roma 1943-44, Angeli, Milano 2004, pp. 145-146).
Da Fossoli, il 26 giugno, Augusto fu deportato ad Auschwitz, in seguito, fu trasferito nel lager di Gross Rosen, a 60 chilometri da Breslavia, dove i prigionieri erano sfruttati presso industrie di prodotti chimici e materiale bellico. Proprio alla fine del 1944, Gross Rosen conteneva circa 35.000 prigionieri; il campo fu liberato dall’esercito russo il 14 febbraio 1945, ma Augusto sopravvisse solo pochi giorni dopo la liberazione: morì, infatti, il 19 marzo di quello stesso anno.

DATI ASCER

ALBERO GENEALOGICO DI CLARA BAROCCIO
Scola Nova

Giacobbe Vito nato il 24/03/1816, giovane di mercante e deceduto il 13/01/1871.

Figli di Giacobbe Vito vedovo di Onorata Scazzocchio

Saadi (Graziano) nato il 08/09/1848, giovane di mercante, coniugato il 15/08/1875 con Olimpia Modigliani di Tranquillo e deceduto il 14/02/1934 e Isacco Giuseppe nato il 20/06/1845, giovane di mercante, coniugato il 22/09/1872 con Consola Cesira Beer (nei dati di matrimonio risulta Beev) di Samuele Vito e deceduto s.d. e Tranquillo (sui dati di morte e matrimonio segnato come Carlo) nato il 16/10/1879, coniugato il 23/04/1919 con Emma Zevi di Benedetto e Dalinda Citoni e deceduto il 12/04/1925

Figli di Graziano e Olimpia Modigliani

Clara nata il 20/09/1891, coniugata il 31/03/1912 con Marco Giuseppe Efrati nato a Cassino il 07/05/1880, arrestati entrambe a Roma il 16/10/1943, deportati ad Auschwitz il 23/10/1943 e lì deceduti, Elena nata il 21/07/1876, coniugata con il 12/10/1902 con Angelo Di Segni (sui dati del matrimonio risulta con il nome di Elvira) e deceduta il 03/09/1960 a via Zanardelli 34 e Virginia nata il 05/04/1885, coniugata il 19/05/1912 con Augusto Samuele Piperno, arrestata il 16/10/1943, deportata ad Auschwitz il 23/10/1943 e li deceduta.

Figli di Marco Giuseppe Efrati e Clara Baroccio

Andreina Sara nata il 09/01/1913, coniugata il 05/02/1939 con Lamberto Abbina di Samuele ed Ersilia Sabatello e deceduta il 15/06/1995 in via Trionfale 5952 e Augusto nato a Castelgandolfo il 24/08/1916, celibe e residente a v. Germanico 96, arrestato a Roma il 16/04/1944, deportato ad Auschwitz il 30/06/1944 e deceduto il 19/03/1945 a Gross Rosen.

ASCER, Archivio Medievale e Moderno:

  • Censimento Scuola Nuova 1868 (con aggiornamenti sino agli anni Novanta del XIX secolo)
  • Registri delle nascite del XIX secolo
  • Registri dei decessi del XIX secolo

ASCER, Archivio Contemporaneo:

  • Dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica (1938-1942)
  • Schedario Anagrafe del Novecento (dal secondo dopoguerra sino agli inizi degli anni Settanta), sezione: iscritti; deportati
  • Defunti 1895-1927;1937-1949; 1984-2004
  • Nascite 1825-1874; 1875-1898
  • Matrimoni 1857-1890; 1903-1928; 1929-1948
    https://digital-library.cdec.it

ALBERO GENEALOGICO DI AUGUSTO SAMUELE PIPERNO
Scola Tempio

Figlio di Mosè Angelo

Giacobbe Vitale nato il 30/06/1831 e morto il 24/12/1879 nel manicomio di Roma, giubbonaro, coniugato con Rosa Menasci di Mosè Angelo e Ester Sara Pontecorvo.

Figli di Giacomo (Giacobbe Vitale) e Rosa Menasci

Augusto Samuele nato il 29/04/1874, ingegnere, coniugato con Virginia Baroccio il 19/05/1912, residente in viale Giulio Cesare n. 229, arrestato a Roma il 16/10/1943, deportato ad Auschwitz il 23/10/1943 e lì morto, David Crescenzo nato il 29/09/1863 e morto s.d., Sabato Crescenzo nato il 07/07/1869 e morto s.d., Elvira nata il 28/08/1872 e morta l’8/07/1951 e un figlio senza nome perché incirconciso nato il 24/11/1866 e morto il 27/11/1866.

Figli di Augusto Samuele e Virginia Baroccio

Renata nata il 19/03/1913, coniugata il 26/05/1940 con Fausto Sabatello di Benedetto e Italia Sed e morta il 26/06/1957 e Fernando nato il 19/04/1915, ingegnere, coniugato il 03/01/1943 con Lydia Finzi di Giuseppe Mario e Delia Di Segni e morto s.d., Giorgio nato il 21/05/1923, coniugato il 07/04/1946 con Maria Letizia Di Castro di Romeo ed Emma Ascarelli emigrato in Palestina nel 1947 e morto s.d.

ASCER, Archivio Medievale e Moderno:

  • Censimento Scola Tempio
  • Registri delle nascite del XIX secolo
  • Registri dei decessi del XIX secolo

ASCER, Archivio Contemporaneo:

  • Schedario Anagrafe del Novecento (dal secondo dopoguerra sino agli inizi degli anni Settanta), sezione: iscritti; deportati
  • Dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica (1938-1942)
  • Matrimoni 1929-1948
  • Defunti 1895-1927; 1950-1970
  • Nascite 1825-1874

https://digital-library.cdec.it

 

DOCUMENTI E FONTI WEB E BIBLIOGRAFIA

Ricerca della Scuola secondaria di I grado G. Belli, Roma, a.s. 2010-2011, LINK

“Liberi a Roma” di Alessandro Di Marco e Piera Di Segni, “Sorgente di vita” del 7 giugno 2009.

Marco Mondini, L’identità negata: Materiali di lavoro su ebrei ed esercito, in Gli ebrei in Italia tra persecuzione fascista e reintegrazione post bellica, a cura di Ilaria Pavan e Guri Schwarz, Giuntina, Firenze 2001, pp. 141 – 170.

Liliana Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia, 1943-1945, Mursia, Milano 2002, ad nomen

I TESTI DELLE PIETRE D’INCIAMPO
(Richieste da Piero Abbina)

QUI ABITAVA
GIUSEPPE EFRATI
NATO 1880
ARRESTATO 16.10.1943
DEPORTATO
AUSCHWITZ
ASSASSINATO 23.10.1943

QUI ABITAVA
CLARA BAROCCIO EFRATI
NATA 1891
ARRESTATA 16.10.1943
DEPORTATA
AUSCHWITZ
MORTA
IN LUOGO IGNOTO
In DATA IGNOTA

QUI ABITAVA
AUGUSTO EFRATI
NATO 1916
ARRESTATO 16.04.1944
DEPORTATO
AUSCHWITZ
MORTO 19.3.1945
GROSS ROSEN