CARLO FINZI, FORTUNATA COEN IN FINZI, ADRIANA, LUCIANA ED ENRICO FINZI
Installazione dell’ 11 gennaio 2012
Municipio II (ex III), Via Alessandro Torlonia, 9
NOTE BIOGRAFICHE
Carlo Finzi nato a Firenze l’11 settembre 1876, avvocato, coniugato con Fortuna Albertina Coen (Roma, 3 febbraio 1888) il 17 settembre 1918. Residente in via Alessandro Torlonia 9, proveniente da Firenze il 7 giugno 1888. Arrestato, con la moglie e i figli: Adriana (Roma, 08/05/1920), Luciana (Roma, 27/03/1924) e Enrico (Roma, 27/03/1922) il 16 ottobre 1943 a Roma e morto all’arrivo ad Auschwitz il 23 ottobre.
SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
Carlo Finzi nasce a Firenze l’11 settembre 1876 da Giuseppe e Allegrina (o Allegra) Prato. Il padre Giuseppe aveva avuto un altro figlio, dalla precedente unione con aurora Bartolini, Giuseppe Mario, nato nel 1869.
Carlo era il primo figlio di Giuseppe e Allegra Prato, a cui seguirono Anna Bianca (1877), Gino (1880) e Pia (1883).
Nel 1887 la famiglia si trasferisce da Firenze a Roma, iscrivendosi alla comunità ebraica della Capitale il 7 giugno.
Il 4 giugno 1897 Carlo entra nell’amministrazione della Camera dei Deputati del Regno in qualità di allievo stenografo, entrando in un percorso di apprendistato che lo avrebbe portato all’assunzione come aiuto stenografo nel 1899. Nel frattempo Carlo conseguì l’abilitazione alla professione forense, che gli avrebbe consentito di diventare revisore dei conti parlamentari sei anni dopo.
Poco prima della fine del primo conflitto mondiale, il 17 settembre 1918 Carlo sposò a Roma Fortunata Coen, figlia di Salvador Coen e Anna Algranati, originari di Ancona. Dalla loro unione sarebbero nati tre figli: Adriana (1920), Enrico (1922) e Luciana (1924) e forse un quarto, Bruno, nato nel 1925 e morto a pochi mesi di vita.
L’anno successivo Carlo venne nominato Capo dell’Ufficio di Revisione e Stenografia e insignito dell’onorificenza di cavaliere ufficiale, ricevendo il titolo di commendatore nel 1923.
Carlo Finzi lavorò presso l’amministrazione della Camera dei Deputati per 39 anni, ricoprendo ruoli di grande responsabilità e dirigenza, fino a diventare Direttore dei Servizi di Revisione, Statistica legislativa e Stenografia, del «Bollettino parlamentare» e autore di numerose pubblicazioni. Fra queste certamente la più interessante e anche sorprendente se si pensa che fu scritta nel 1934, nel pieno della dittatura fascista, è «L’autonomia amministrativa ed economica delle Assemblee elettive».
Finzi sembrerebbe non essersi mai iscritto al partito nazionale fascista, rientrando nell’elenco dei funzionari “non iscritti”, che doveva equivalere a 1/3.
Due anni dopo l’uscita del suo saggio, giunse per Carlo Finzi il pensionamento. Il 1° febbraio 1937 a 60 anni è posto in congedo permanente dall’amministrazione statale, appena un anno prima dalla promulgazione delle leggi razziali. Quello stesso anno si trasferì con la sua famiglia nell’appartamento di via Alessandro Torlonia 9.
Adriana ed Enrico frequentavano il Liceo-ginnasio Giulio Cesare, almeno fino all’anno successivo. Nello stesso stabile del quartiere Nomentano (allora quartiere Italia-Trieste) abitavano anche il fratello Gino e Pia, con le rispettive famiglie. Nonostante la sorveglianza politica e la guerra, la famiglia trascorse gli ultimi momenti di serenità nella villa di Fanny Sola, moglie del fratello Gino, a Castel Marino, sul litorale grossetano, nell’estate del 1943. Ma con il precipitare degli eventi bellici la famiglia Finzi decide di tornare a Roma. E’ una scelta che si rivela fatale, mentre Gino e Pia decidono di non fare ritorno a casa e rendersi irreperibili. Carlo sottovaluta l’antisemitismo nazista, fiducioso che la cultura e la civiltà del popolo tedesco non può produrre un’ideologia di sterminio di massa, come quello paventato (questo quanto testimoniano i nipoti Mario Finzi e Alessandra Fornari riguardo al proprio zio).
Il 16 ottobre Carlo, Fortunata, Adriana, Enrico e Luciana vengono prelevati dalla loro abitazione e condotti prima presso il Collegio militare e poi deportati ad Aushwitz sul convoglio n.2 il 18 ottobre 1943.
Arrivati al campo di sterminio il 23 ottobre, Carlo viene immediatamente condotto alle camere a gas. Fortunata, Adriana, Enrico (l’unico di cui nel Libro della Memoria è riportato il numero di matricola, nd. Sandra) e Luciana moriranno in luogo e data ignoti.
Dati ASCER
ALBERO GENEALOGICO DI CARLO FINZI
Figlio di Giuseppe e Allegra Prato
Carlo nato a Firenze l’11 settembre 1876, avvocato, coniugato con Fortuna Albertina Coen il 7 giugno 1918. Residente in via Alessandro Torlonia 9, proveniente da Firenze il 7 giugno 1888. Arrestato il 16 ottobre 1943 a Roma e morto il 23 ottobre dello stesso anno ad Auschwitz.
ASCER, Archivio Contemporaneo:
- Schedario Anagrafe del Novecento (dal secondo dopoguerra sino agli inizi degli anni Settanta), sezione: deportati
DOCUMENTI – FONTI WEB
Archivio CDEC, Vicissitudini dei singoli, http://digital-library.cdec.it/cdec-web/storico/detail/IT-CDEC-ST0005-000339/finzi-carlo.html
Ricca documentazione in:
https://arteinmemoria.org/adriana-finzi-fortunata-coen-in-finzi-carlo-finzi-luciana-finzi-enrico-finzi/
http://www.arteinmemoria.it/memoriedinciampo/scuole_2013/approfondimento_Finzi.pdf
BIBLIOGRAFIA
Camera dei Deputati Vincenzo Longi, Carlo Finzi, studioso delle istituzioni parlamentare, Scheda s.d.
Camera dei Deputati, In ricordo di Carlo Finzi, Giurista della Camera e vittima della Shoah, 2023.
L. Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), Mursia, Milano 2002. Ad nomen
I TESTI DELLE PIETRE D’INCIAMPO
(Richieste da Alessandra Fornari)
QUI ABITAVA
CARLO FINZI
NATO 1876
ARRESTATO 16.10.1943
DEPORTATO
AUSCHWITZ
ASSASSINATO 23.10.1943
QUI ABITAVA
FORTUNATA COEN IN FINZI
NATA 1888
ARRESTATA 16.10.1943
DEPORTATA
AUSCHWITZ
MORTA IN LUOGO IGNOTO
IN DATA IGNOTA
QUI ABITAVA
ADRIANA FINZI
NATA 1920
ARRESTATA 16.10.1943
DEPORTATA
AUSCHWITZ
MORTA IN LUOGO IGNOTO
IN DATA IGNOTA
QUI ABITAVA
LUCIANA FINZI
NATA 1924
ARRESTATA 16.10.1943
DEPORTATA
AUSCHWITZ
MORTA IN LUOGO IGNOTO
IN DATA IGNOTA
QUI ABITAVA
ENRICO FINZI
NATO 1916
ARRESTATO 16.10.1943
DEPORTATO
AUSCHWITZ
MORTO IN LUOGO IGNOTO
IN DATA IGNOTA