AUGUSTO PIPERNO E VIRGINIA BAROCCIO PIPERNO
Installazione del 9 gennaio 2012
Municipio I (ex XVII), Viale Giulio Cesare 223

NOTE BIOGRAFICHE
Augusto Piperno era nato il 29 aprile 1874; ingegnere, aveva sposato Virginia Baroccio il 19 maggio 1912. Avevano tre figli, Renata, Giorgio e Fernando. Erano residenti in viale Giulio Cesare n. 223. Furono arrestati il 16 ottobre 1943 a Roma, deportati ad Auschwitz e uccisi all’arrivo il 23/10/1943.

Augusto Piperno
Augusto Piperno, foto Archivio CDEC, LINK
Virginia Baroccio
Virginia Baroccio, foto Archivio CDEC, LINK

SCHEDA DI APPROFONDIMENTO
Tratta dal lavoro svolto dalla classe II L della Scuola Secondaria di primo grado “G. Gioacchino Belli” di Roma con la prof.ssa Hélène Angiolini e basata sul racconto del nipote Augusto Piperno e dall’articolo di Gadi Piperno, 16 ottobre – Riprendiamoci la nostra storia, Pagine Ebraiche- Moked, 16/10/2013

Augusto Samuele Piperno era nato a Roma, il 29 aprile 1874. Pochi anni separano la sua nascita dal 1870, quando l’arrivo dei “Piemontesi” in città aveva portato alla fine del dominio pontificio e garantito pieni diritti civili ai “cittadini romani di fede ebraica”.
I suoi genitori, Giacomo Piperno e Rosa Menasci, erano proprietari di un’azienda tessile dove avrebbero in seguito lavorato anche i suoi fratelli maggiori. Augusto, invece, si iscrisse alla facoltà di ingegneria di Torino, l’unica all’epoca presente, dove si laureò in ingegneria industriale.
Dopo un breve impiego nelle Ferrovie, trovò lavoro, sempre a Torino, presso uno studio di ingegneria sanitaria e scientifica che produceva apparecchiature mediche, soprattutto di vetro. Nel 1900 lasciò Torino per trasferirsi a Roma, dove aprì una filiale della ditta. Alla morte del titolare, l’ingegner Rastelli, Augusto rilevò l’intera ditta concentrando la direzione delle attività a Roma. Nel frattempo si era sposato con Virginia Baroccio, nata anche lei a Roma il 5 aprile 1885, ed aveva avuto tre figli: Renata, Giorgio e Fernando.
La vita dei coniugi Piperno è quella di una famiglia perfettamente integrata nella società dell’epoca, che le leggi razziali fasciste promulgate in Italia a partire dal settembre del 1938, porteranno ad una progressiva emarginazione. A partire da quel periodo, Augusto vede via via diminuire il numero degli abituali clienti perché la legislazione antiebraica vieta alle istituzioni pubbliche di avere fornitori ebrei; per rimediare a questa situazione l’azienda viene formalmente affidata a persone di fiducia, che compaiono come unici titolari dell’impresa.
Già dal gennaio del 1938, il figlio Fernando aveva iniziato a lavorare nell’azienda di famiglia. Laureato anch’egli in ingegneria industriale, aveva terminato all’inizio del 1938 il servizio militare come ufficiale; le difficoltà materiali e fisiche che colpiscono Augusto Piperno lo obbligano a lavorare nella ditta paterna, rinunciando ad un promettente percorso accademico, che le leggi razziali stroncano del tutto, con il divieto per gli ebrei di insegnare in tutte le scuole di ogni ordine e grado; quelle stesse leggi lo obbligano inoltre a restituire la sciabola e a rinunciare ai gradi di ufficiale.
Nel frattempo era entrato in ditta un personaggio importante nella vita di Fernando: il cugino Carlo Pontecorvo, un ragazzo pieno di inventiva, “avanti nel tempo”, che lo fece appassionare al proprio lavoro. Gli orrori nazisti, ancor prima dell’occupazione tedesca di Roma, erano già noti nella ditta: un lavorante tedesco, Fischer, al corrente di quanto accade in Germania ammonisce Augusto e la sua famiglia, ma inutilmente. Nell’autunno del 1943, con l’occupazione, la situazione precipita. Proprio la sera del 15 ottobre, Carlo Pontecorvo, che aveva trovato rifugio con la sua famiglia presso un vicino, decide di tornare a casa, ritenendo che la situazione di incertezza, determinata con la richiesta da parte degli occupanti tedeschi di 50 chili d’oro alla Comunità ebraica, sia finita. Il mattino seguente è preso e deportato con tutti i suoi cari.
Anche Augusto e Virginia non vogliono nascondersi e anche loro sono colpiti dalla grande retata del 16 ottobre, prelevati dalla loro abitazione in viale Giulio Cesare, a pochi metri di distanza dalla casa della sorella di Virginia, Clara, e del marito Giuseppe Efrati, anche loro arrestati, scompaiono nell’inferno di Auschwitz, dove arrivano il 23 ottobre. Prima della partenza del treno dalla Stazione Tiburtina, riescono a gettare sui binari un biglietto nel quale chiedevano di avvisare i familiari del fatto che insieme a Clara (sorella di Virginia) e al marito, Giuseppe Efrati, venivano portati in Germania. Dicevano di essere “rassegnati e sereni”.
I figli di Augusto, nei modi più diversi, riescono a salvarsi. Fernando e sua moglie Lidia, sposata nel gennaio del ’43, avevano già trovato rifugio presso contadini, a Mentana, ma ritornano a Roma, muniti di documenti malamente contraffatti, poco dopo lo sbarco degli Alleati ad Anzio. In clandestinità, il 16 aprile 1944, nasce il loro primo figlio, Augusto, registrato all’anagrafe come Marcello Paolini. Riacquisteranno la loro identità con la liberazione di Roma, il 4 giugno del ’44.
Giorgio fu attivo nel movimento Hechaluz ed emigrò in Eretz Israel nel 1945. Fernando prese le redini dell’azienda di famiglia e fu lungamente impegnato nelle istituzioni ebraiche a partire dalla Federazione Giovanile Ebraica (FGEI) e poi nella Comunità di Roma e nell’Unione delle Comunità Israelitiche (UCII).
La famiglia di Augusto Piperno e Virginia Baroccio è ricca di discendenti e si sta impegnando nel grande compito di divulgare la loro storia, una storia simile, purtroppo, a molte altre; le pietre d’inciampo, volute dal loro nipote, Augusto Piperno, sono uno dei tanti tasselli di questa memoria.
I nipoti, che Augusto e Virginia non ebbero modo di conoscere tranne il primo, Franco Sabatello, furono otto. Scriveva nel 2013 Gadi Piperno, figlio di Augusto e oggi Rabbino capo di Firenze: «Si arriva quindi alla generazione successiva di trentacinque pronipoti, i quali oggi hanno un’età compresa tra i 15 e i 43 anni e risiedono in Israele per la grande maggioranza, due in Italia e gli altri quattro rispettivamente negli USA, a Strasburgo, in Argentina ed in India. Noi cugini, pronipoti di Augusto e Virginia, abbiamo deciso di riprenderci il nostro passato. Vogliamo partire dal dolore dei campi di sterminio, per iniziare un percorso allo stesso tempo intimo ma condiviso. Ci ritroveremo tutti in Polonia. Avremo qualche giorno per riconoscerci, o, in certi casi, vederci per la prima volta. Andremo quindi ad Auschwitz.
Per molti di noi sarà la prima volta in un campo di sterminio, ma vogliamo farlo tutti insieme, per confortarci a vicenda e perché l’idea di presentarci in trentacinque discendenti dei nostri bisnonni è il messaggio di forza più grande che possiamo dare.
Da lì partiremo per tornare a Roma in treno, facendo il percorso inverso rispetto a quello fatto dai nostri bisnonni, cercando di renderlo ricco di significati e non solo commemorativo».

Biglietto Augusto Piperno e Virginia Baroccio
Biglietto gettato dal treno il 18 ottobre 1943 (Archivio famiglia Piperno, pubblicato in MOKED)

DATI ASCER

 

ALBERO GENEALOGICO DI AUGUSTO SAMUELE PIPERNO
Scola Tempio

Figlio di Mosè Angelo

Giacobbe Vitale nato il 30/06/1831 e morto il 24/12/1879 in manicomio a Roma, giubbonaro, coniugato con Rosa Menasci di Mosè Angelo e Ester Sara Pontecorvo.

Figli di Giacomo (Giacobbe Vitale) e Rosa Menasci

Augusto Samuele nato il 29/04/1874, ingegnere, coniugato con Virginia Baroccio il 19/05/1912, residente in viale Giulio Cesare n. 223, arrestato a Roma il 16/10/1943, deportato ad Auschwitz il 23/10/1943 e lì morto, David Crescenzo nato il 29/09/1863 e morto s.d., Sabato Crescenzo nato il 07/07/1869 e morto s.d., Elvira nata il 28/08/1872 e morta l’8/07/1951 e un figlio senza nome perché incirconciso nato il 24/11/1866 e morto il 27/11/1866.

Figli di Augusto Samuele e Virginia Baroccio

Renata nata il 19/03/1913, coniugata il 26/05/1940 con Fausto Sabatello di Benedetto e Italia Sed e morta il 26/06/1957 e Fernando nato il 19/04/1915, ingegnere, coniugato il 03/01/1943 con Lydia Finzi di Giuseppe Mario e Delia Di Segni e morto s.d., Giorgio nato il 21/05/1923, coniugato il 07/04/1946 con Maria Letizia Di Castro di Romeo ed Emma Ascarelli emigrato in Palestina nel 1947 e morto s.d.

ASCER, Archivio Medievale e Moderno:

  • Censimento Scola Tempio
  • Registri delle nascite del XIX secolo
  • Registri dei decessi del XIX secolo

ASCER, Archivio Contemporaneo:

  • Schedario Anagrafe del Novecento (dal secondo dopoguerra sino agli inizi degli anni Settanta), sezione: iscritti; deportati
  • Dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica (1938-1942)
  • Matrimoni 1929-1948
  • Defunti 1895-1927; 1950-1970
  • Nascite 1825-1874

https://digital-library.cdec.it


[Dati corretti forniti da Daniela Temin e Augusto Piperno]
Renata, nata a Roma il 12/03/1913, spostata con Fausto Sabatello (due figli, Franco e Annarosa) e morta a Roma il 25/06/1957; Fernando, nato a Roma il 19/04/1915, coniugato con Lidia Finzi (due figli, Augusto e Miriam) e morto a Roma l’11/03/2006; Giorgio nato a Roma il 21/05/1923, coniugato con Letizia Di Castro (quattro figli) e morto in Israele il 20/10/1971.

ASCER, Archivio Medievale e Moderno:

  • Censimento Scola Tempio
  • Registri delle nascite del XIX secolo
  • Registri dei decessi del XIX secolo

ASCER, Archivio Contemporaneo:

  • Schedario Anagrafe del Novecento (dal secondo dopoguerra sino agli inizi degli anni Settanta)
  • Dichiarazione di appartenenza alla razza ebraica (1938-1942)
  • Matrimoni
  • Defunti
  • Nascite

https://digital-library.cdec.it

 

DOCUMENTI E FONTI WEB E BILIOGRAFIA

Arte in Memoria, Progetto didattico 2012, Scuola secondaria di I grado “G. Gioacchino Belli”,
https://www.arteinmemoria.it/memoriedinciampo/scuole_2012/scuola_belli2012.html

Gadi Piperno, 16 ottobre – Riprendiamoci la nostra storia, in
https://moked.it/blog/2013/10/16/16-ottobre-riprendiamoci-la-nostra-storia/
Liliana Picciotto, Il libro della memoria. Gli ebrei deportati dall’Italia (1943-1945), Mursia, Milano 2002. Ad nomen

I TESTI DELLE PIETRE D’INCIAMPO
(Richieste da Augusto Piperno)

QUI ABITAVA
AUGUSTO PIPERNO
NATO 1874
ARRESTATO 16.10.1943
DEPORTATO
AUSCHWITZ
ASSASSINATO 23.10.1943

QUI ABITAVA
VIRGINIA BAROCCIO IN PIPERNO
NATA 1885
ARRESTATA 16.10.1943
DEPORTATA
AUSCHWITZ
ASSASSINATA 23.10.1943